Ultima modifica: 27 Gennaio 2020

Anne Frank – Vite parallele

In occasione della Giornata della Memoria un film per gli alunni delle classi terze media

In occasione della Giornata della Memoria gli alunni delle classi terze hanno assistito al Teatro comunale alla proiezione del film Anne Frank. Vite parallele. Sulla scia di alcune toccanti pagine del diario di Anna abbiamo ripercorso gli ultimi due anni della sua vita, fino all’estate del 1944 quando l’ultima annotazione, l’1 agosto, chiude una vita da clandestina che a tratti, nonostante tutto, le concede ancora qualche speranza. E’ un’adolescente che parla ad altri adolescenti provando le stesse emozioni – il primo bacio, le sfuriate con la mamma, le gelosie nei confronti della sorella, i sogni per il futuro.
Nei mesi successivi non scrive, il diario è rimasto a terra, abbandonato sul pavimento del rifugio di Amsterdam, ultimo residuo di una vita cancellata: Anna è rinchiusa nel campo di Bergen Belsen, dove morirà l’anno successivo, ma chissà come avrebbe raccontato la sua prigionia? Quali parole avrebbero potuto rendere la mancanza di libertà, le privazioni, il dolore fisico e mentale, l’incapacità di credere che a quello si fossero ridotti i suoi giorni. Davanti ai nostri occhi sono passate immagini crude: cadaveri abbandonati sul terreno gelido, bambini strappati alle cure delle madri, madri irriconoscibili che i figli non riescono ad abbracciare, centinaia, migliaia di fotografie e di nomi impressi in ogni Memoriale d’Europa. Nomi che erano persone e famiglie e madri e padri e amici strappati alla vita con brutalità e crudeltà impressionante da altrettanti padri, madri e figli. La domande sorge spontanea, ma la risposta è scontata: davvero il genere umano è stato capace di tanto? E se tanta sistematica, meditata e calcolata spietatezza è stata condivisa e consentita una volta – spesso, anche con maggiore efferatezza e ferocia, da donne – chi ci assicura che non potrà più travolgerci una simile disumanità?

I nostri alunni hanno sentito la sofferenza delle ultime testimoni della Shoah e dei loro familiari, investiti inevitabilmente dall’onda della memoria. Alcune testimoni hanno gridato la loro vendetta costruendosi una famiglia, dando la vita in risposta a chi distribuiva morte; altre, in realtà, non sono mai del tutto uscite dai campi e nelle loro parole si percepisce il dolore ancora forte, nonostante i figli, i nipoti e una vita dopo.
Ci auguriamo che questa esperienza abbia aiutato i nostri ragazzi a fare memoria della Storia, a tutela delle libertà e della vita.

Prof.ssa Deborah Brunelli